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Ciaccona del Paradiso, e dell'Inferno

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O che bel stare è stare in Paradiso
Dove si vive sempre in fest'e riso
Vedendosi di Dio svelato il viso
O che bel stare è star in Paradiso.

Ohimè che orribil star qui nell'inferno
Ove si vive in pianto e foco eterno
Senza veder mai Dio in sempiterno
Ahi, ahi, che orribil star giù nell'inferno.

Là non vi regna giel, vento, calore,
Che il tempo è temperato a tutte l'hore
Pioggia non v'è, tempesta, nè baleno,
Che il Ciel là sempre si vede sereno.

Il fuoco e 'l ghiaccio là, o che stupore
Le brine, le tempeste, e il sommo ardore
Stanno in un loco tute l'intemperie
Si radunan laggiù, o che miserie.

[2 missing stanzas]

Havrai insomma là quanto vorrai
E quanto non vorrai non haverai
E questo è quanto, o Musa, posso dire
Però fa pausa il canto e fin l'ardire.

Quel ch'aborrisce qua, là tutto havrai
Quel te diletta e piace mai havrai
E pieno d'ogni male tu sarai
Disperato d'uscirne mai, mai, mai!

O che bel stare è star in Paradiso
Dove si vive sempr'in fest'e riso
Vedendosi di Dio svelato il viso
O che bel stare é stare in Paradiso.


· © Edgard Bikelis (eſb) created using Emacs 29.0.50 (Org mode 9.5.3) ·
· created: 2008-12-30 last modified: 2022-06-11 ·